Presentazione
Cenni storici sulla Famiglia Capece Minutolo
Biografie degli antenati piu' illustri
Fotoriproduzione di carte conservate nell'Archivio Segreto del Vaticano, Libri, Filmati, Articoli di Stampa
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Cenni storici sulla Famiglia Capece Minutolo

Antichissima famiglia napoletana, residente a Napoli dalla quale vogliono alcuni Autori discenda da Capi, celebre principe di Troia e compagno di Enea, il quale, dopo la distruzione della sua città, venne a fondare (come asseriscono Virgilio, Lucano, Silvio e Dionisio di Alicarnasso) la città di Capua, che da lui prese il nome e fu tra i fondatori della città di Napoli.
La sua discendenza fu detta Gens Capitia e negli anni il cognome si trasformò in Capicius e, intorno al 764 in Capece.
Ultimo duca di Napoli fu Sergio Capece Minutolo nel 1130.
Ha goduto nobiltà in Napoli (Sedili di Capuano e Nido), Sorrento, Benevento, Lecce, Tropea, Messina, Arezzo, Lucca, Genova, ed Ischia nonché nei regni di Prussia ed Ungheria.
Fu ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1444.
Ne hanno fatto parte sedici Cardinali, sei Arcivescovi di Napoli, venti di altre Chiese e un gran numero di Vescovi; nonché quattro Viceré: due di Napoli, uno di Sicilia e uno di Genova.
Nel 764 Stefano II, Duca di Napoli, che era del ramo Capece Minutolo, fondò la Cappella di S.Pietro Apostolo nella Basilica Stefania, che ancora oggi la famiglia Capece Minutolo ha in patronato esclusivo ed intorno alla quale, l'Arcivescovo di Napoli Filippo Capece Minutolo, Consigliere di Stato di Carlo I e poi del giovane Carlo Martello re di Ungheria, fece costruire il Duomo di Napoli, sulle porte del quale, ancora oggi, si rinvengono due leoni rampanti, emblemi della famiglia Capece Minutolo.
Di questa Cappella e della tomba marmorea dell'Arcivescovo Filippo in essa contenuta parla il Boccaccio nella novella "Andreuccio da Perugia", novella poi commentata da Benedetto Croce nel suo "Storie e leggende napoletane".
Numerosi feudi ha avuto la Famiglia nei secoli: ricordiamo i principali di Scio, Massa e Carrara, i ducati di Urbino, Orvieto e Spoleto, il marchesato di Ancona ed il contado di Anguillara.
Essa è stata imparentata con i Borbone (Re di Francia), con gli Angiò Durazzo e gli Aragona (Re di Napoli), con gli Este (Duchi di Modena e Ferrara), con i Farnese (Principi di Parma), con i Medici (Granduchi di Toscana), con i Gonzaga (Duchi di Mantova) e con i Grimaldi (Principi di Monaco).
Nel 1646 da Enrico Capece Minutolo, principe di Canosa nacque Fabrizio che sposò Donna Rosalia de Sangro dei principi di Sansevero, dal quale nacque Antonio che fu ministro di polizia con Ferdinando IV.
Le Carte relative ad Antonio Capece Minutolo Principe di Canosa, sono in parte conservate nell'Archivio di Stato di Napoli, Archivio Borbone, 722-750 (Carte Canosa) e in parte conservate nell'Archivio Segreto Vaticano, Archivio Segretariato di Stato, (non ancora raggruppate per argomento, non numerate e composte di 6 unità archivistiche: 5 buste più un volume per un totale di circa 4000 fogli)

Patrizio Capece Minutolo dei Principi di Canosa © tutti i diritti riservati